Documento sui canili comunali dopo incontro tecnico del 4 gennaio 2017, da Usi e da USICONS

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Comunicato e documento sui canili comunali di roma capitale, inoltrato ai soggetti istituzionali (e a tutti i componenti dlel'assemblea capitolina) per informazione e maggiore conoscenza della situazione, con osservazioni, rilievi e proposta di riassorbimento di lavoratori e lavoratrici, dopo l'incontro tecnico svolto il 4 gennaio con assessora montanari, commissione consiliare ambiente, direzione del dipartimento e le associazioni onlus uscenti e l'azienda che dovrebbe subentrare, le oo.ss. cgil cisl, usi e ovviamente i lavoratori-lavoratrici (quelli di muratella sono entrati nel 9° mese di autogestione produttiva del canile di muratella), con la presenza di cittadini-e solidali con loro. L'11 gennaio presso itl (ispettorato interregionale territoriale) già dtl di roma, convocazione per il cambio di appalto con il soggetto che, attualmente, è aggiudicatario del bando di gara (rifugio agroaversano da mondragone - caserta),  altro "round" di questa lunga lotta, su iniziativa del sindacato autorganizzato usi. vedremo se alla fine prevarrà la tutela degli animali, beneficiari del servizio, dell'interesse collettivo pubblico
e del buon andamento e funzionamento dello stesso, rispetto a interessi "privati", oltre che al corretto, adeguato utilizzo con assorbimento dei lavoratori e delle lavoratrici dei canili.

Roma, 5 gennaio 2017

Note dell’usi – unione sindacale italiana – e dell’associazione usicons - sul funzionamento dei canili comunali e  sull’utilizzazione del personale in servizio (ormai da dodici anni), con una nostra proposta di assorbimento della forza lavoro , per i due canili di muratella e di ponte marconi.
Abbiamo purtroppo dovuto constatare la mancanza di disponibilita’, per modifiche su aspetti e circostanze rilevanti, del bando di gara relativo alla gestione dei due canili rimasti pubblici. carenze, documentate e inoltrate nella fase di predisposizione di precedenti testi del bando di gara, anche ai sensi della legge 241/90 come forma di partecipazione popolare, nell’interesse dei c.d. “interessi collettivi diffusi”, che già negli anni 2014 e 2015 aveva portato alla sospensione e poi all’annullamento “in autotutela”, specie per la mancata indicazione e inserimento, come è buona prassi e adempimento per roma capitale, di indicazioni relative al parametro e rapporto adeguato, tra dipendenti e consistenza numerica dei beneficiari delle prestazioni del servizio finalizzato alla tutela e benessere degli animali, che si ribadisce è servizio di natura e tutela socio sanitaria e socio assistenziale.
A tale proposito, in virtù del ricorso a principi e criteri basilari del nostro ordinamento giuridico, si consiglia di prendere per analogia ai servizi di natura similare per i servizi alla persona, i parametri del rapporto 1 operatore ogni 4 utenti, codificati e disciplinati da delibere della regione lazio in materia di servizi socio sanitari (per esempio per area terza età o disabili), nonché sull’ottemperanza e adempimento, in termini di obbligatorietà, di inserimento in tutti i bandi di gara, per appalti, convenzioni, affidamenti di qualsiasi genere di servizi (e opere pubbliche) gestiti da terzi e di pertinenza di roma capitale (come già del comune di roma),  dei criteri e principi di cui alle delibere consiliari (frutto di deliberazioni di iniziativa popolare) approvate all’unanimità, che sono legittimamente e a pieno titolo disposizioni di miglior favore, integrative e regolamentari per l’amministrazione capitolina rispetto a disposizioni di natura nazionale in materia di appalti, la d.c.c. 135/2000 e il regolamento attuativo d.c.c. 259/2005, in materia di rispetto per la tutela di chi lavora in appalti, convenzioni e affidamenti, delle principali disposizioni di legge per i rapporti di lavoro e le tutele legislative e contrattuali.     
Si osserva, nelle precedenti interlocuzioni,  che oggi il comune considera più importante, tanto da prendere il sopravvento la forma rispetto al principio cardine della tutela e prevalenza di interessi generali, di quelli collettivi pubblici compresi i c.d.  “interessi collettivi diffusi” costituzionalmente garantiti, compresi i diritti di chi lavora ed è inserito nella materiale prestazione lavorativa nei servizi in appalto e a gestione di terzi soggetti (diversi dai dipendenti di roma capitale),  nella comparazione di interessi dei soggetti “privati” appaltatori, del parere formale dell’anac e dell’ufficio gestito dal magistrato cantone, quindi dell’anticorruzione. nella comparazione degli interessi in gioco, l’interesse pubblico e collettivo, la cui tutela di fonte costituzionale e di corretta applicazione è oggetto anche dei servizi di cui si tratta, ha sempre la prevalenza rispetto agli interessi “privati” e alle scelte dei soggetti aggiudicatari dell’appalto (combinato disposto degli articoli 1,2,3 e 42 della vigente costituzione rispetto anche alle parziali tutele di cui all’articolo 41 della costituzione, dove la libertà di impresa e il conseguente rischio di impresa, è inteso da decenni con soldi degli imprenditori privati, non con un utilizzo di fondi e finanziamenti pubblici per un interesse privato, avendo sempre la prevalenza dell’interesse pubblico rispetto a quelli privati), in materia di rapporti di lavoro e delle misure per rendere adeguata la prestazione per la finalità e lo scopo oggetto del bando di gara e del servizio alla cittadinanza e ai beneficiari del servizio stesso.
Inoltre, si osserva che il mero rispetto formale delle leggi in materia di appalti, come unico parametro scagionante da vizi amministrativi, contabili, di efficacia, efficienza e trasparenza dei provvedimenti come anche i bandi di gara e gli atti conseguenti (contratti da sottoscrivere con il soggetto aggiudicatario, capitolati speciali di gara, descrittivi e tecnici e atti di progettazione – prestazionale…),   se non trova la sua corrispondenza coerente e razionale in termini di concreta realizzazione dello scopo e nel soddisfacimento dei bisogni reali e materiali dei beneficiari di un servizio, specie di servizi di natura socio sanitaria e socio assistenziale come sono qualificati quelli nei canili comunali, quindi la coerenza sostanziale di tutti i procedimenti e provvedimenti  tipici di una corretta attività relativa a bandi e appalti di servizi pubblici, il mero rispetto della forma se non è coerente con la sostanza, rende molto difficile se non impossibile, che si mantenga ottemperanza e adeguamento ai principi, criteri e funzioni tipiche di una pubblica amministrazione quando si appresta a gestire servizi in forma esterna, tramite soggetti terzi aggiudicatari di un bando di gara e di un appalto con soldi pubblici.
Inoltre, si osserva che il contesto di dimensione territoriale e di bacino di “utenza” della capitale d’italia, della città di roma , è notevolmente piu’ ampio, esteso  e non comparabile con analoghe esperienze anche di altre città italiane, capoluogo di provincia (ora città metropolitane)o di regione; infatti il solo canile comunale di muratella è da qualificarsi tra i più grandi a livello europeo e con una serie articolata di funzioni e attività, quindi con un volume di interventi, attività notevolmente maggiore e di articolazione complessa rispetto a canili “territoriali” di altre città italiane di media grandezza, estensione e bacino di utenza beneficiaria dei servizi.
Tali osservazioni e rilievi, frutto di esperienza pluridecennale di osservazione del servizio dei canili comunali di roma (che infatti in origine erano 4, ora ridotti a due e nemmeno ben distribuiti sul territorio capitolino, come già oltre 10 anni fa le nostre strutture sindacali interne e la stessa usi avevano rilevato, chiedendo in sede di riorganizzazione del servizio, una più equa ed equilibrata distribuzione delle strutture dei canili sul territorio cittadino, in costante espansione territoriale anche in vista del passaggio delle provincie a citta’ metropolitana e alla qualificazione di roma coma capitale d’italia, per il ruolo e funzione che riveste come paese interno all’unione europea), ci portano a considerare che il pur autorevole parere di cantone e dell’anac, è legato e limitato come competenza per materia,  solo alla formulazione del bando in termini di rispetto di criteri e parametri in materia di contrasto a fenomeni di infiltrazione corruttiva e “antimafia” o di inserimento di organismi criminali e criminogeni nella corretta, trasparente e “legale” attività connessa ai bandi di gara, agli atti conseguenti, ma non ha la legittimita’ di poter intervenire sulle finalita’, natura e coerenza sostanziale, relativa all’oggetto e scopo del servizio, altrimenti si avallerebbe uno “straripamento di competenze” non solo amministrativa, ma soprattutto di scelte politico – amministrative di competenza degli organismi di un ente locale e della capitale d’italia in particolare (sindaco, giunta e assemblea capitolina), oltre che una ingerenza su questioni, come il rispetto degli standars di servizio (rapporto adeguato ed equilibrato tra lavoratori e utenti beneficiari del servizio, modalità di esercizio della prestazione secondo codici, procedure e protocolli sanitari idonei e parametri certi di prestazione “assistenziale”, normalmente usati per i servizi alla persona ma compatibili e per analogia utilizzabili anche per i servizi di tutela e benessere degli animali, ospitati nei canili o fruitori di attività da parte della cittadinanza, anche secondo il regolamento comunale in materia e le disposizioni sanitarie di ambito regionale), della qualità del servizio stesso alla cittadinanza e ai beneficiari delle prestazioni (cani e gatti), delle tutele e rispetto delle leggi in materia di rapporti di lavoro, contrattuali, in materia di salute e sicurezza sul lavoro e degli ambienti di lavoro, della formazione e aggiornamento del personale utilizzato, tanto per citare alcuni esempi “tipici” .
Anche in questo appalto e servizio, il bando di gara per la valutazione dei costi e budget come base di offerta economica e di copertura complessiva, proprio per tutte le considerazioni sopra rilevate, avrebbe dovuto indicare la copertura per le spese e costi di esercizio efficace e ottimale delle prestazioni (acquisto cibo, spese e cure sanitarie, manutenzione), le coperture per le spese del personale adeguato e formato, contrattualizzato da impiegare nelle strutture in base alla loro “ricettività” (il parametro sono le tabelle ministeriali ufficiali, pubblicate dal ministero del lavoro, il ccnl di settore e maggiormente usato nella zona per i servizi di natura socio assistenziale e socio sanitaria è quello degli addetti-e delle cooperative sociali, pubblicato nell’aprile del 2013 e in vigore, livello minimo salariale sotto il quale non è nemmeno ipotizzabile un “legale”, idoneo budget economico) una percentuale (di solito ilo 15%) di costi e spese organizzative sostenibili dal soggetto aggiudicatario, una quota per gli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e degli ambienti di lavoro (anche in base al tipo di lavorazioni che si effettuano in un canile), nonché una quota per un incremento, anche in corso d’opera, in caso di aumenti economici contrattuali del ccnl da prendere a riferimento, per rinnovi contrattuali o, come nel caso di specie, per rispetto dei contratti o accordi aziendali (per il caso di specie, l’accordo del giugno 2004, di natura triangolare, sottoscritto e in vigore dopo la sua approvazione in assemblea con i lavoratori del canile di muratella del luglio 2004, tra l’amministrazione capitolina, il soggetto all’epoca affidatario avcpp onlus e le oo.ss. cgil, usi e le rispettive rappresentanze sindacali interne). non è quindi né coerente né rispettoso in termini legali, formali e sostanziali anche in base al nostro vigente codice civile e alle leggi sul lavoro, nonché per la corretta copertura economica di un bando di gara di tale portata, che si utilizzi come criterio la formulazione del “rimborso di tariffa a cane”,  come per un qualsiasi canile privato che non svolge le attivita’ tipiche, le funzioni di un canile comunale (anche se a gestione per conto terzi)e senza le responsabilita’ (adozioni, contrasto al randagismo, relazioni con il pubblico, sinergia con i servizi veterinari e di supporto prettamente sanitario, rapporti con le associazioni di volontariato animalista…), parametro tarriffario che, sempre per analogia, non è usato nemmeno per i servizi di assistenza domiciliare ad anziani, minori e disabili di roma capitale, dove le stesse tariffe minime orarie sono calibrate sul ccnl di riferimento di chi lavora nel servizio socio assistenziale e sui costi complessivi del soggetto appaltatore. Si osserva inoltre, a confutazione di quanto è stato asserito negli incontri precedenti da chi dovrebbe rappresentare la pubblica amministrazione roma capitale a livello di direzione apicale o di settore, che a roma ci sia stato solo un affidamento per tutti questi 14 anni ad un costo troppo elevato.
Infatti per giungere al livello di un canile avanzato, da considerare uno dei migliori d’europa sia rispetto al benessere degli animali, alla percentuale altissima di adozioni, al rispetto delle regole contrattuali e di salute e sicurezza del personale operante, ci sono stati studi, valutazioni, verifiche e anche prove tecniche (con rilevazione tempi e metodi per le attività nelle gabbie, con operatori formati, esperti, con corretto impiego e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale d.p.i), anche rispetto ai carichi di lavoro massimi sostenibili per ogni operatore con le funzioni di ausiliario (20 gabbie al giorno, su prestazione lavorativa di turno massimo 8 ore).
Anche l’accordo citato del giugno 2004, ancora oggi in vigore, che non vorremmo dover utilizzare nelle aule dei tribunali, era partito proprio dalle necessità di determinare le varie figure professionali necessarie al benessere degli animali, secondo criteri logici, razionali, di competenza e funzionalità per il buon andamento del servizio della pubblica amministrazione, la sua efficacia, efficienza, funzionalità prestazionale.
Il bando predisposto attualmente, è meno rispondente, se non in contrasto, con tali criteri, parametri sostanziali e di efficacia, avendo lo scopo solo di avere una legittimazione formale sul piano del rispetto di norme anticorruzione e anti-infiltrazione criminale organizzata, ma non con il rispetto di tutti gli altri criteri, parametri e condizioni, funzionali allo scopo, oggetto e finalità del servizio da erogare, anche in forma esternalizzata, di un servizio socio sanitario e socio assistenziale per il benessere e tutela degli animali, per il territorio di roma capitale.
I dirigenti che si sono in varie epoche avvicendati (si ricorda oltretutto che il dipartimento ambiente,  è quello da sempre sotto inchiesta e che ha visto arresti e inquisiti tra i dirigenti apicali e le figure di p.o., che scrivevano i bandi di gara e si occupavano delle procedure contabili…), da molto tempo (ultimo confronto serio e costruttivo, nell’estate del 2015 con lo stesso staff dell’assessora estella marino) non hanno voluto svolgere, come sarebbe stata buona prassi di correttezza, buona fede e diligenza, un  confronto con le organizzazioni sindacali presenti e rappresentative nel settore dei canili comunali fin dall’inizio della loro “regolarizzazione”: usi, la cgil, la cisl, non volendo nemmeno recepire le numerose sollecitazioni anche con note congiunte, nella fase immediatamente precedente e successiva, alla cessazione per il canile di muratella soprattutto, dell’affidamento (rispetto alla gestione con il soggetto uscente avcpp onlus), creando una ingiustificata chiusura pregiudiziale, che non ha certo giovato al risultato finale, ancora incerto nel suo svolgersi in modo razionale, dignitoso e rispettoso degli interessi in gioco e delle leggi di tutela . l’attuale direttore del dipartimento, ha sempre omesso di partecipare, pur convocato, ai diversi tavoli presso l’osservatorio comunale sul lavoro, organo interno di roma capitale preposto per le varie segnalazioni e questioni, anche in fase di “dialogo sociale” e di mediazione attiva nella sua prima fase, in base alle dd.cc.cc. 135/2000 e 259/2005, nonché con omessa presenza anche come “stazione appaltante”, sempre secondo buone prassi di correttezza anche istituzionale, alla dtl e alla regione lazio  (come rilevato in documenti già consegnati alle parti politiche assessorili e presidenza ccp ambiente, nei recenti incontri)
Per la parte dei rapporti di lavoro, l’accordo del giugno 2004 aveva portato alla definitiva stabilizzazione, dal 1° gennaio 2005, di tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (con ulteriori accordi sindacali specifici), individuando come ccnl di riferimento quello delle cooperative sociali, che prevede all’art. 37 una sua clausola di salvaguardia, in tutti i casi, ipotesi e fattispecie di cambi di gestione e di appalto erano stati aperti vari tavoli di confronto per affidare il servizio socio sanitario e assistenziale delle attività dei canili comunali con bandi logici e rispettose di tutte le normative, ma sono purtroppo saltati a causa dei continui cambi di assessori e loro consulenti.
Si osserva e rileva infine, che per legge (dalla 266/91 alle altre modifiche e integrazioni) e’ vietato l’utilizzo e l’impiego di volontari, in forma sostitutiva a qualsiasi titolo, di personale contrattualizzato, formato e competente, nei servizi, attivita’ e funzioni dove e’ invece da prevedersi personale con rapporto di lavoro subordinato o comunque contrattualizzato in modo idoneo, per la corretta e regolare prestazione di servizio e lavorativa ai beneficiari dei servizi e alla cittadinanza. 
Prima di arrivare alle aule di giustizia, per ottenere il rispetto della legalita’ sostanziale, nella nostra città amministrata da chi di questa parola d’ordine ha fatto una sua proposta politica, da quella civile e del lavoro alla procura della repubblica, alla corte dei conti, l’usi con la presente  propone una soluzione temporanea in attesa che sia predisposto, d’accordo con le oo.ss. un nuovo bando regolare, trasparente e rispondente alle finalita’ sopra rilevate, non affidato allo stesso dirigente, ma ad un pool di esperti del ramo, proposta da estendere in fase operativa e applicazione, per la continuità lavorativa, la necessità di non sprecare risorse professionali, competenze e abilità acquisite dal personale che ha lavorato a muratella e a ponte marconi, per eventuali progetti integrativi, nuovi servizi o attività future, di natura collaterale, aggiuntiva ma non sostitutiva, anche nella gestione di parchi, nei quali inserire gli animali e nel rispetto delle loro esigenze:
L’assunzione per un anno, con contratto a tempo indeterminato, part-time di tutto il personale attualmente operante (con liste verificate anche dalle organizzazioni sindacali, secondo criteri oggettivi e soggettivi di assorbimento, anche in analogia all’articolo 5 della legge 223/91), che dovrebbe essere pari alle 80 unita’ sufficiente alle gestione dei due canili di muratella di ponte marconi, di oltre 700 cani (e circa) 70 gatti.

LA segreteria collegiale e intercategoriale dell’usi, unione sindacale italia – largo g. veratti 25 – 00146 roma
e presidenza  assoc.  usicons – per tutela e difesa utenti e consumatori

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