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COMUNICATO SCIOPERO ROMA MULTISERVIZI DEL 27 OTTOBRE 2017

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FOTO 3 PRESIDIO 10LUG2017 CAMPIDOGLIO LAV ROMA MULTISERVIZIindetto da UsiOggi, all’interno della manifestazione con presidio in via Molise davanti al Ministero “per lo Sviluppo Economico” (MISE) organizzata da SGB,  CUB, SICOBAS, con la successiva presenza dei movimenti per il diritto all’abitare, ha partecipato una delegazione di lavoratrici e lavoratori della ROMA MULTISERVIZI che erano in sciopero, nonostante pressioni e ricatti dell’azienda, per le motivazioni sotto riportate. Oltre alle motivazioni generali di lotta nazionale, gli operai e operaie dell’azienda romana (ancora 51% AMA, il resto a Manutencoop e altri), che con il sindacato Usi ha proclamato lo sciopero aziendale per il 27 ottobre

erano ulteriormente preoccupati, per l’attuale mancata valutazione dell’Amministrazione capitolina a guida Movimento 5 Stelle, sull’internalizzazione dell’azienda, nonostante una petizione popolare di oltre 20.000 firme (che il consiglio comunale tiene “bloccata” nelle Commissioni consiliari) e per una gara “a doppio oggetto”, da sempre contestata nel metodo e nel merito dall’Usi, da operai e operaie più consapevoli, che in questi giorni, è stata sospesa direttamente da Roma Capitale, anche per parere negativo e intervento della Commissione Autorità ANTITRUST (ndr le cui motivazioni, saranno utilizzate nei vari ricorsi al TAR, presentati da associazioni datoriali e aziende, proprio su tale procedura di gara, con il prevedibile affossamento e annullamento di tutta la procedura, ricorsi presentati con finalità molto diverse da quelle di chi lavora).

Una procedura, che comunque non fornisce alcuna garanzia e certezza,  agli addetti e addette dei servizi del “global service” (circa 2500 persone, sui circa 4000 dipendenti totali della Roma Multiservizi), sull’applicazione di precise e chiare clausole di salvaguardia occupazionale e salariale, di continuità lavorativa (ndr anche in contrasto con le indicazioni del “codice degli appalti” e le procedure di maggiore garanzia previste dal 2000, come orientamento dell’Assemblea comunale, oggi Roma Capitale). L’USI e gli altri sindacati avevano già contestato nei tavoli tecnici con i dirigenti comunali nei mesi scorsi,  l’Usi anche con rilievi, osservazioni scritte e motivate,  per gli evidenti  errori di impostazione della procedura messa in campo dai super pagati consulenti e dirigenti nominati dall’Amministrazione guidata dal Movimento 5 Stelle…  

Tra i circa cinquecento manifestanti,  circa una quarantina erano quelli della ROMA MULTISERVIZI dietro le bandiere e gli striscioni dell’USI, una dipendente è intervenuta al microfono, spiegando la situazione attuale e la lotta in corso, successivamente è intervenuto un lavoratore e responsabile dell’Usi nell’assemblea a via Molise, ricordando la vicenda della Roma Multiservizi, come una vertenza che dà la “fotografia” di come la logica di spartizione e di prevalenza di interessi economici, finanziari, di voti da garantirsi alle prossime elezioni, siano più importanti dei servizi alla cittadinanza e della condizione di lavoratori e lavoratrici.

Nessuna delegazione dei promotori della manifestazione del presidio (alla quale avrebbe partecipato anche un’operaia della Roma Multiservizi) è stata ricevuta dal Ministro Calenda, a dimostrazione concreta che la disponibilità del Ministro, sul ri-finanziamento  di ROMA CAPITALE e agli incontri del “tavolo istituzionale” con la sindaca Raggi (ndr, che vede come soggetti istituzionali cgil, cisl, uil…il che la dice lunga sulla natura acquisita di certi apparati, che sempre meno rappresentano lavoratori e lavoratrici), su progetti specifici di rilancio della città e dei servizi, è carente anche sul semplice “ascolto” di una componente delle c.d. “parti sociali”, chi ci lavora nei servizi e attività, di parti della cittadinanza più bisognosa come beneficiaria dei servizi stessi.

Nel frattempo, sono partite le procedure  di mobilità collettiva e i licenziamenti, come al solito la riduzione degli appalti e le cattive prospettive future, sono scaricate sul personale dipendente (come pure le procedure di mobilità collettiva per gli oltre 700 dipendenti ex Roma Multiservizi, “deportati” in un appalto delle scuole statali ex Consip, a società aderente alla Cns), che evidenziano l’incapacità dei “managers” aziendali, di rilanciarsi con un vero piano industriale e di risanamento.

La mobilitazione continua e non si ferma, operaie e operai proseguiranno le mobilitazioni e le iniziative di protesta, rilanciando il percorso per il ritorno a gestione pubblica dei servizi e la “internalizzazione”, il sindacato autorganizzato e autogestito USI sarà al loro fianco a sostegno delle lotte, anche per il ripristino delle condizioni di regolarità contrattuale, di diritti e salariale, messe a repentaglio in questa fase “transitoria”, da azioni sconsiderate dell’azienda, a danno di operai e operaie.

Motivazioni dello stato di agitazione e dello sciopero a Roma Multiservizi del 27 ottobre 2017: condizioni lavorative critiche (su orari di lavoro, organizzazione del lavoro negli appalti e convenzioni per conto di Pubbliche Amministrazioni o aziende, rispetto condizioni minime salariali previste dai CCNL di categoria), per opportune misure di garanzia dei livelli occupazionali e salariali di tutto il personale impiegato, per carenza di formazione e aggiornamento con specifici corsi al personale in forza, per piena ed efficace tutela delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, degli ambienti di lavoro (secondo disposizioni normative di cui al D. Lgs. 81/2008, Legge 300/1970 art 9 e art 2087 codice civile), per contrasto a scelte su piano di riorganizzazione e ristrutturazione delle aziende pubbliche, partecipate di primo e secondo livello, con impatto negativo e penalizzante per lavoratrici e lavoratori, per efficace e buon andamento servizi pubblici a utenti e cittadinanza, anche con procedure di bandi di gara attivati dall’Amministrazione capitolina e per servizi di altre pubbliche amministrazioni e aziende…

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