PRIMO TAVOLO RSU… DEL “NUOVO CORSO” A ZÈ…

A cura di RSU USI Soc. Zètema Ottobre 2017 Care/i colleghe/i, anche se in ritardo, un resoconto e un aggiornamento in merito al primo incontro, del “nuovo corso”,  tenutosi in data...

Read more

NON AVETE SCUSE!

È arrivato il momento, di scendere in piazza in massa. Il 27 e 28 Aprile ci sarà il consiglio comunale che discuterà gli indirizzi per la messa al bando di...

Read more

Vetrerie Sangalli: risposta ai confedera…

Questa la risposta all'articolo fatto dai confederali che si erano presi tutto il merito, non si sa per cosa dato che in tre più UGL rappresentano circa 7/8 Lavoratori.Questo il...

Read more

FARMACAP: Incontro con il Commissario St…

Giovedì 19 gennaio si è svolto un incontro tra l’ Usi e le altre OO.SS con il nuovo Commissario della Farmacap, Avvocato Stefanori, che ricopre anche il ruolo di capo...

Read more

NESTOR MACHNO E LA RIVOLUZIONE ANARCHICA…

Il Cineforum “La Settima Arte” con la collaborazione della Camera del Lavoro autorganizzata e della sezione USICONS  e dell’Associazione culturale ISIDE presentaSABATO 28 Ottobre 2017 ORE 18 presso lo spazio...

Read more

8 AGOSTO 1956 – 8 AGOSTO 2016 STRAGE DI…

8 AGOSTO 1956 - 8 AGOSTO 2016, 60 anni fa, la strage su lavoro nella miniera di MARCINELLE in Belgio. Ci furono262 morti, di cui 136 di emigrati italiani, nel...

Read more
More from this category

Paga troppo bassa? Incostituzionale!

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)

Quattro euro e mezzo l’ora è troppo poco. Quella paga viola la Costituzione. E poco importa se fa parte di un contratto di lavoro, sottoscritto da sindacati tra i più rappresentativi, come Cgil e Cisl. Così, il giudice del lavoro ha cancellato con una sentenza il trattamento economico previsto dal contratto «Servizi Fiduciari» (Sefi), che aveva spinto un addetto alla vigilanza a chiedere Giustizia.
La storia
Mario (nome di fantasia) faceva quel lavoro dal 2010 all’istituto bancario Societé Generale Securité Service SpA, a Torino. Era dipendente della Manitalidea, che aveva vinto l’appalto per il servizio. Quando ha iniziato, il suo stipendio era di mille e 243 euro (lordi) al mese.


La sentenza
 
Datore di lavoro è la Prodest Servizi Fiduciari di Milano. Con quello stipendio Mario non arriva a fine mese. È disperato. Decide di rivolgersi all’avvocato Fausto Raffone, conosciuto per le tante cause fatte dalla parte dei lavoratori, spesso su richiesta della Cgil. Ma questa volta è diverso. Il sindacato ha sottoscritto quel «contratto-capestro» e «si è mostrato un po’ freddino sulla questione», ammette il legale. Anche perché, la situazione rischiava di diventare paradossale: un lavoratore messo in difficoltà da un contratto approvato dai sindacati si rivolgeva a un giudice per ottenere il rispetto dei propri diritti, quel minimo di rispetto umano garantito per Costituzione a tutti, ma accantonato proprio da chi dovrebbe salvaguardare gli interessi dei lavoratori.
 
Il paradosso è diventato realtà. «Una retribuzione che prevede una paga oraria di 4 euro e 40 lordi, manifestamente non è sufficiente al lavoratore per condurre un’esistenza dignitosa e far fronte alle ordinarie necessità della vita», scrive il giudice milanese Giorgio Mariani. Pur riconoscendo la validità normativa del contratto contestato, «questo non lo mette certamente al riparo dallo scrutinio di compatibilità con la norma costituzionale».
 
Il riferimento è all’articolo 36: «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa». Difficile pensare che questo avvenga con poco più di 500 euro al mese. Soprattutto considerato che Mario paga «350 euro al mese di affitto più altre 100 di spese».
 
Gli effetti:
 
Il contratto «super-ribassato» è stato applicato a livello nazionale. Con tante polemiche, ma altrettanti interessi. A incominciare da quelli delle aziende pubbliche, che in questo modo ottengono ribassi sulle basi d’asta degli appalti per servizi di portierato, pulizia e vigilanza. La sentenza di Milano ha inceppato il meccanismo.
 
«Ritengo fortemente anticostituzionali contratti come quelli Sefi e Unci (applicato nelle cooperativi, ndr). Ci sono gli spazi per rivendicare il diritto all’equa retribuzione come prevede la Costituzione. Purtroppo, a questo punto l’unico modo di ottenere giustizia è attraverso una causa». Magari, con spese a carico del sindacato.
 
La beffa nella beffa.
 
04/08/2016
claudio laugeri
Torino

Letto 1983 volte
usi

cpr certification online
cpr certification onlinecpr certification onlinecpr certification online